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Cargeghe ha 620 abitanti, dista da Sassari circa 15 Km in direzione sud-est ergendosi sul piano di “Campo Mela” ad un altezza media di 340 m. sul mare per un'estensione di circa 12 Km quadrati. Posto in una conca naturale, circondato da colline su cui ancora in parte si coltiva l'olivo, il territorio di Cargeghe è stato abitato sin dall'epoca nuragica: numerose le testimonianze, quali nuraghi e domus de janas, in particolare nella zona di “S'Elighe entosu” (sulla S.P. n° 3 a circa 2 Km. dall'abitato in direzione di Florinas), dove sta per essere realizzato un percorso archeologico-naturalistico attrezzato.
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Le maggiori vestigia dell'epoca romana si possono ritrovare nell'antica strada di “Sos Bajolos”, che parte da “mandra ‘e corte” nell'abitato per raggiungere il territorio del Comune di Ossi. In origine congiungeva con la più ampia strada che, passando per Campo Mela, si estendeva fino ad Alghero.
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Ottimo percorso per chi ama il trecking, la strada di sos Bajolos consente a chi l'affronta di fare un viaggio oltre che nella storia nella natura, potendo ammirare una flora tipica molto variegata e di godere, dalle sue terrazze naturali, di un panorama che si allarga sino al gioiello romanico della basilica di Saccargia. È in corso la sua risistemazione ed illuminazione, che renderà ancor più suggestivo il sito, visitabile anche di notte.
Di epoca romanica la chiesa campestre di Nostra Signora di Contra, sita a circa 1 Km. dal paese. Ancora frequentata, soprattutto in occasione dell’annuale festa della Natività di Maria (8 settembre), è una delle chiese più piccole della Sardegna, risale all’XI sec.; dipendeva dal priorato benedettino camaldolese di Saccargia (verosimilmente venne edificata dalle stesse maestranze). Al suo interno si conserva un pregevole paliotto del ‘600. Nel 1976 servì, insieme al territorio circostante come set per il film “Padre Padrone”, tratto dall’omonimo romanzo di G. Ledda dai Fratelli Taviani e vincitore della “Palma d’Oro” al Festival di Cannes. |